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FIB Live Review PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 22 Maggio 2009 12:52

F.I.B. LIVE REVIEW

Ascoltare Falling in Between live, può provocare diverse reazioni. I fans di tutto il mondo stanno reagendo in maniera diversa all'ascolto dell'ultima fatica discografica dei Toto, si trovano opinioni di ogni genere, giudizi di chi ama e chi odia questo disco. Io personalmente mi trovo ad uno dei due antipodi, prima di scrivere questa recensione ho ascoltato almeno 10 volte il disco e l'ultima di queste è avvenuta in cuffia, per carpire tutti i pregi e difetti.
FIB Live lo trovo magnifico sotto molti aspetti, premetto che capisco gli amanti un po' retrò dei Toto che non gradiscono questo cd, il sound è totalmente diverso dai classici a cui ci hanno abituato. L'inserimento nella band di Greg Phillinganes e Leland Sklar con la conseguente uscita, temporanea, di David Paich e Mike Porcaro, hanno dato un'impronta di suono totalmente diversa al gruppo. Phillinganes ha rispettato tutte le parti dettate da Paich, ma l'assenza del tocco di Dave si fa sentire nel risultato finale, anche le magnifiche note di Sklar sono diverse da quelle di Mike Porcaro, pertanto si manifesta un nuovo modo di sentire i Toto, un tocco moderno che spazia dalla Fusion dei Weather Report, al Rock di Van Halen, ed a volte mi è sembrato si sentire anche dell'Heavy Metal, ma molto in lontananza.
Il Cd Numero 1 parte con una strepitosa Falling In Between seguita da King of the world, brani presenti dall'ultimo disco (2006), si trova un ispirato Kimball, forse un po' mascherato da un effetto non proprio del tutto consono alla sua Voce. La traccia numero 3 è un vero e proprio tuffo nel passato, Pamela ci riporta alle sonorità del 1988 nel capolavoro discografico "The Sevevth One", ma sempre con un pizzico di modernismo musicale.Lukather ci fa sognare con Bottom of your Soul dall'ultimo disco, un capolavoro eseguito alla perfezione con varianti di chitarra acustica non presenti sul cd originale.Il disco procede con Caught in the Balance e Don't Chain my Heart, seguita dal Hold the Line, che non ha bisogno di commenti, a questo punto la band ci delizia con un Medley acustico Stop Loving You eseguita da Tony Spinner in modo magistrale, I'll Be Over You, che riecheggia un po' la versione di Absolutely Live, e per finire una Cruel senza precedenti, spariscono i fiati e le chitarre elettriche dell'originale lasciando spazio alle meravigliose chitarre folk di Lukather e Spinner. Il primo cd chiude nel migliore dei modi, un assolo di Phillinganes che ha del geniale, chi è abituato a sentire gli assoli di Paich sa quanto cuore e quanta tecnica metta Dave nel farli, Greg parte in quarta, a sprazi mi è sembrato di sentire un Herbie Hanckok ispirato, in altri momenti fa volare le dita in un blues pirotecnico, per poi accarezzare le note in certi momenti di pura armonia ispirata da chissachi.
Il cd numero 2 inizia con un riarrangiamento di un brano storico, Rosanna. Sicuramente chi ha scritto l'arrangiamento deve già essere sepolto nel deserto del Nevada, troppo bello per essere vero, un mix di jazz e armonia che a mio parere non hanno eguali tra tutti i riarrangiamenti effettuati dalla band, da sottolineare una dedica a Joe Zawinul, scomparso di recente, con Birdland inserita nel mezzo degli assoli finali di Piano e Chitarra. Le tracce 2-3-4 e 5 ci portano ad un momento clou dei concerti dei Toto, l'assolo di Luke, e qua permettetemi di dire che non ho mai sentito un Luke così ispirato e rabbioso di rock, sembra quasi che voglia fare capire quanto ha ancora da dirci con la sua splendida chitarra nonostante i 50 anni appena compiuti. Hydra ci regala l'assolo di Simon Phillips, impeccabile come sempre, in certi momenti sembra che venga da un'altra galassia dal pianeta chiamato "Tama". Le tracce 9 e 10 che provengono da due dischi con date molto diverse fanno capire come i Toto hanno sempre accarezzato il rock-Fusion; Taint Your World è un brano che ti lascia allibito la prima volta che lo senti, Kimball fa capire cosa significa la parola Rock; Gypsy Train rievoca un Lukather divino alla voce e alla chitarra.La traccia 11 non ha bisogno di presentazioni e commenti, Africa, l'unico appunto affettivo, è quello di sottolineare la mancanza caratteristica della voce di Paich, proprio per la mancanza di quest'ultimo il brano che chiude il cd non è Home of the Brave, ma Drag Him to the Roof.
Che dire, Falling in Between live lascia davvero di stucco, un disco registrato col cuore, senza troppi trucchi di registrazione, purtroppo si deve sottolineare, come riportato precedentemente, che in alcune canzoni le voci sembrano non essere quelle reali, purtroppo qualche effetto di troppo ne ha distorto il risultato che tutti noi siamo abituati a sentire.Concludo dicendo che trovo sia un disco a 5 stelle, un merito va ai Toto che dopo 30 anni di carriera riescono a regalarci un cambiamento proiettato verso il futuro, di una band che non tramonterà mai.


copyright by Alessandro Travi - GGMstudios Staff
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Giugno 2013 15:53
 

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